Documentare per raccontare

Mostrare il proprio lavoro è un atto di coraggio.
Esporsi al gusto e alle osservazioni di un pubblico a volte può spaventare, ma è necessario sia per la bellezza di condividere ciò che si crea con la propria arte, ma anche per creare una sorta di archivio dei propri progressi, in grado di mostrare anche a noi stessi la nostra evoluzione.
Dietro le quinte non c’è solo disegnare, tagliare, cucire, ma anche osservare e documentare.
Documentare è sicuramente un impegno.
Presi dal lavoro si è spesso portati a sottovalutare l’importanza di prendersi del tempo per fotografare, studiare le varie angolazioni con sguardo attento e distaccato il nostro operato.
Io personalmente faccio spesso fatica a mantenere ferma la decisione di distogliermi dal lavoro nel bel mezzo di un momento produttivo per fare dei video o degli scatti.
Ma quando riguardo quelle immagini a mente lucida riesco a vedere il mio capo che prende forma, riesco a capire cosa migliorare, immaginare la sua vestibilità e a ideare i dettagli che gli daranno grinta.
La parte più importante, però, è che documentare, filmare, fotografare, consentono di creare ricordi per ogni progetto e consentono di condividerli.
Uno dei grandi poteri dell’artigianato, infatti, è proprio creare una relazione tra le persone e rendere tutti in qualche modo partecipi della storia di ogni prodotto.
Ed è così, che nonostante la fatica o l’insicurezza, continuo a raccontare.


