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Tipologie di tessuti: Fibre naturali

L’utilizzo delle fibre tessili naturali è antichissimo.

Tra i tessuti più diffusi del passato vi sono il lino, diffuso nell’antico Egitto, la canapa e la seta, diffusi in Asia e il cotone in India.

L’utilizzo di tali materiali era centrale nel commercio dell’epoca, tanto che sono diversi i racconti e i libri che vedono protagonisti i mercanti di tessuti con storie affascinanti e romantiche, di cui vi parlerò in altri articoli dedicati a queste avventure.

Cosa si intende esattamente per fibre naturali?

Per fibre naturali si intendono quelle derivanti da piante ed animali.

Le fibre tessili di origine vegetale si ottengono a partire da lavorazioni della cellulosa, mentre quelle di origine animale sono costituite da sostanze proteiche.

Nonostante nella modernità le fibre sintetiche abbiano preso il sopravvento per caratteristiche chimiche che ne garantiscono elevate performance soprattutto in riferimento ai tessuti tecnici, c’è da dire che attualmente le fibre naturali stanno mostrando ancor più di prima il loro valore.

Infatti, i tessuti naturali si distinguono per le elevate capacità traspiranti, l’impatto ambientale più ridotto rispetto le fibre sintetiche, e un livello di confortevolezza ed estetica ben superiore.

Merita un piccolo approfondimento il profilo della sostenibilità ambientale delle fibre naturali.

Infatti, seppure sia vero che necessitano di discrete quantità di acqua e consumo di suolo per essere prodotti, tali fattori possono essere ampiamente ridotti scegliendo tessuti biologici e certificati.

Attraverso le tecniche di produzione biologiche, infatti, gli standard qualitativi a cui il tessuto è sottoposto tendono ad assicurare al consumatore un minore impatto in termini di utilizzo di sostanze nocive per la coltivazione e minore consumo di risorse idriche.

Qualcuno potrebbe avere da ridire che le fibre naturali non sono affatto eterne, si consumano e si biodegradano.

Tuttavia, questa caratteristica non è affatto un difetto, in quanto limita l’accumulo di rifiuti “indistruttibili” che si accumulano inevitabilmente nelle discariche di tutto il mondo, con la promessa di decomporsi dopo oltre 2 secoli. 

Un tempo lunghissimo in cui disperderanno microplastiche e peggioreranno i nostri ecosistemi.

Prossimamente, vi porterò sul blog un approfondimento sulle fibre sintetiche e sugli effetti del fast fashion e del suo investimento in questa tipologia di “tessuti facili”.